lunedì 6 maggio 2013

In questa età oscura

La vita di Fiore sembrava aver preso una piega decente, dopotutto... i muri non scomparivano più, la realtà non si sbriciolava come un cracker, non aveva più rivisto il Fiume. Già, era quello il problema; fin dalla sua prima adolescenza Fiore si era ritrovata spesso e volentieri catapultata in un mondo dove un gigantesco corso fluviale compariva all’improvviso devastando tutto... ovvio che era solo lei a vederlo. Fiore chiamava quei momenti con un nome preciso: Squarci... ma da quando Rasoio era comparso sul confine di quella disperazione, la vita di Fiore sembrava ritornata nei cardini... sembrava.... perché poi incontri una vecchia mezza matta che quel Fiume lo vede come te, perché poi un pomeriggio, per un istante, il tuo ragazzo, si deforma controluce in una specie di incubo freddo e spinato... perché in un giorno qualunque, dentro un liceo occupato qualunque, ti ritrovi a confessare al tuo amico d’infanzia, quello che ti ha sempre amata in silenzio, tutta la verità... e ti chiedi, ti chiedi se esistono davvero gli uomini di cui ti ha parlato la vecchia matta... il Popolo del Torrione. 

Se esistono e se non stiano venendo a prenderti. 

 Eccoci di nuovo qua, cari i miei camperisti! Dopo una breve pausa in cui spero abbiate potuto rileggere le imprese dell’ammazzastreghe noto come Bren Gattonero (in attesa, inutile ripeterlo, del prossimo devastante volume!) siamo pronti a partire con una nuova, spettacolare serie che sono sicuro apprezzerete e nemmeno poco! Evo parte da lontano, dai primi anni novanta: durante i miei ultimi giorni di servizio militare, mi ritrovai a scrivere una storia ambientata in un liceo occupato. Mentre la polizia fuori dava il suo ultimatum, dentro si consumava la resa dei conti fra il protagonista e un demone intrappolato con lui. Il racconto s’intitolava “Le lente pale del ventilatore” e, sono il primo ad ammetterlo, non era ‘sto granché. Ma l’idea mi piaceva e, ne ero consapevole, poteva essere sviluppata meglio. Tornato a casa, mi capitò di parlarne con Andrea e da lì a breve decidemmo di farne un fumetto. Fu Andrea occuparsi della stesura di un primo script di 48 pagine e fu sempre lui a mettersi in contatto, anni dopo, con Mik, per la realizzazione della parte grafica. Quello è stato anche il momento in cui è nato il Crazy Camper, con tutte le nefaste conseguenze che ne sono derivate! Evo ha avuto una vita artistica travagliata: a causa di vari intoppi è passato da disegnatore a disegnatore fino a che, nel 2007, non è saltato fuori Mister Francesco Trifogli. Io e lui eravamo appena usciti da una collaborazione su Madadh ed ero rimasto assolutamente rapito non solo dalla bellezza delle sue tavole, ma dalla professionalità e dall'attenzione con cui si era gettato sul lavoro. Ne parlai con Andrea e in breve il primo team Evo era finalmente all’opera. La sceneggiatura venne ampliata e nell’operazione venne felicemente coinvolta anche l’Associazione Culturale Double Shot, con la quale abbiamo dato alle stampe il primo volume nell’aprile del 2009. Ora, in una veste digitale, potrete gustarlo anche voi. Evo è una storia che parla di noi, del nostro tempo, di molte delle sue storture e delle sue atrocità: è stata, ahimè, una storia profetica, segno che forse io e Andrea percepivamo che qualcosa di profondamente sbagliato stesse attraversando il nostro Paese (non che ci volesse ‘sto sforzo, eh!). Evo è fantasy, ma è un fantasy dimesso e oscuro, un fantasy intimo e crudele. Allacciate molto bene le cinture, bon-bon, perché le prossime settimane non saranno una scampagnata. 
State per entrare nel Mondo del Fiume. Non vorreste passarci le vacanze, ve lo garantisco... ma vi piacerà da pazzi esplorarlo!


Nessun commento:

Posta un commento