lunedì 13 luglio 2015

Cuori e Demoni: Una Storia nella Storia

Della Nobile Arte di Scrivere a Quattro Mani.

Sono diverse le storie che amo e ho amato ad essere state scritte in coppia. Le prime a folgorarmi mi colsero di sorpresa durante l’adolescenza: Il Talismano di Stephen King e Peter Straub (che resta, tuttora, la mia preferita) e, da bravo giovane giocatore di ruolo, Le Cronache di Dragonlance della premiata ditta Margaret Weis e Tracy Hickman (di questi ultimi, lo sforzo che ho più apprezzato è stato senz’altro Il Ciclo di Death Gate!). La scrittura a quattro mani ha toccato apici altissimi con Neil Gaiman e Terry Pratchett (Buona Apocalisse a tutti!) e ha portato a psicodrammi vari e alla rottura di amicizie decennali (il caso di Authority che ha visto protagonisti Mark Millar e Grant Morrison).
Mi ha sempre incuriosito il procedimento: come funziona? C’è una trama generale e uno scrive un capitolo e l’altro un altro ancora? Poi si ricontrollano a vicenza? C’è uno schema o si procede a braccio? Di solito chi fa fumetti è abituato a collaborare, è la base dell’arte. Da una parte c’è uno scrittore, dall’altra un disegnatore, talvolta c’è di mezzo un editor. La collaborazione è l’essenza. Ma con due scrittori? Avrei svelato l’arcano prima con Evo, in cui io e Andrea Vignali ci siamo spartiti un po’ a casaccio la sceneggiatura partendo da un soggetto di base. Avrei replicato con Madadh, anche se in quel caso Mik Bertilorenzi faceva più da editor che da scrittore vero e proprio. Per arrivare infine a “Cuori e Demoni”, la lunga storia di Bren che abbiamo realizzato io e Massimo Fruzzetti.
Io e Massi ci conosciamo da diversi anni e abbiamo sempre condiviso l’amore per il fumetto: solo, le nostre strade si erano incontrate in tutt’altro scenario, ovvero quello musicale. Per  più di dieci anni abbiamo suonato insieme alternando grandi soddisfazioni (i primi anni) a pause piuttosto lunghe (recentemente). Massi ha sempre seguito con grande approvazione la vicenda editoriale del Camper, fin dai suoi albori. Da amante dei fumetti non poteva essere altrimenti. Così, quando mi ha chiesto se potesse scrivere qualcosa per Bren non rimasi tanto sorpreso... piuttosto rimasi letteralmente di sasso quando mi disse cosa aveva in mente...

“Voglio fare una storia su Adso...

...una storia in cui ha una relazione pesa, pesissima. Deve uscire fuori di testa per una ragazza... devono uscire fuori di testa tutti e due, devono letteralmente consumarsi!”
Più o meno, questo era il senso della sua idea. Io, dicevo, ci rimasi di sasso perché non molto tempo prima avevo avuto una specie di visione: appena creai il personaggio di Arcadia (Capitolo 12 “Al Posto del Cuore”) la immaginai che si rivestiva rabbiosamente nella penombra di una stanza. Allargavamo l’inquadratura e a quel punto entrava in scena Adso, nudo e tormentato tra le lenzuola.
Massi mi aveva letto nel pensiero. Ma se suonate da tanto tempo con qualcuno, capirete che sono cose che capitano. Tra i musicisti di un gruppo non è raro che si crei questo legame silenzioso, questa empatia.
Descrissi a Massi la mai visione e partimmo da lì, con una sola regola: niente numero di tavole prestabilito. Sarebbe stata una storia aperta e avremmo lasciato che Adso vivesse il suo dramma fatto di sesso, ricatti, pentimento, violenza e amore fino alla sua naturale e tragica conclusione. Perché questa era l’unica certezza: tutte le relazioni tormentate non possono finire bene. Non ce lo dicemmo apertamente, ma era sottinteso. E da lì siamo partiti.

Non Esistono Regole. Non Esistono Tabù.

La cosa che ho sempre ammirato di più di Dylan Dog è la capacità di affrontare temi di attualità. Di prendere posizione e di non aver paura di andare fino in fondo. E se oggi parlare di depressione, suicidio, aids è normale, nell’Anno di Grazia 1986 non era proprio così scontato; perlomeno non per un fumetto mainstream che nasceva all’interno di una casa editrice puramente improntata all’intrattenimento. Credo che sia proprio a questo che sia dovuto gran parte del suo successo. I fumetti del Camper hanno sempre seguito la strada tracciata da Dylan: Madadh è una lunga, elaborata riflessione sul concetto di famiglia, Evo affronta svariati mali del nostro tempo, primo tra tutti la difficoltà nelle comunicazioni e l’interesse di alcune parti a far sì che tutto rimanga così com’è, anzi si esasperi... con Bren è fin troppo facile capire il bersaglio di fondo. Un fantasy fatto in Italia, ambientato in una versione alternativa dell’Italia rinascimentale, non può non parlare della Chiesa. Non può non prendere un punto di vista critico sull’istituzione che tuttora ha un’influenza così grande nei confronti di moltissimi dei miei compatrioti. Non ho mai voluto che avesse un approccio satirico, per quello basta e avanza Don Zauker, ma volevo che la questione fosse presente. In “Cuori e Demoni” si affrontano molti argomenti sui quali la Chiesa Cattolica tiene posizioni nette, posizioni che, quantomeno, potremmo definire discutibili. Sul ruolo che devono svolgere i suoi ministri. Sulla paura come strumento di educazione o diseducazione. Sull’aborto. Ovviamente, non diamo risposte, Bren resta un fumetto fantasy... ma ci piacerebbe sapere che dalla lettura di questo episodio sia scattata a margine, anche una piccola riflessione, non fosse altro per contemplare i diversi punti di vista, sforzandosi di capirli. Pur non accettandoli, capirli.

Ma i Fumetti non si fanno da soli...

Da questa equazione non possono essere tagliati fuori quelli che il fumetto lo hanno fatto davvero, cioè i nostri incedibili disegnatori. Date le 56 tavole, sono stato costretto a dividere “Cuori e Demoni” in più parti, affidandomi a ben cinque artisti; Lorenzo Susi, Cinci Canfailla, Giorgia Papagna, Giulia Pellegrini e Eleonora Carlini. Per tre di loro questa storia ha rappresentato l’ingresso nel rutilante mondo dei comics; per tutti e cinque spero sia stata un’esperienza gradevole, da ricordare con affetto. Io personalmente proverò sempre un calore speciale ripensando a quella lunga estate del 2012, con le pagine sceneggiate di Massi che arrivavano un po’ alla volta, con le mie che si andavano pian piano impilando e con i layout, le matite e le chine che comparivano a corroborare il tutto. Un calore speciale per una storia speciale che potrete leggere (in due parti) questo mese su MadForComix, scaricando gratuitamente l’app sul vostro dispositivo Apple o Android.

Il mio augurio è che possiate gradire questo episodio e coglierne la peculiarità: stavolta non si parla di Bren, stavolta non c’è lui al centro della scena a sbracciarsi per richiedere attenzione. Stavolta i protagonisti sono altri, i problemi sono altri, stavolta non si può risolvere tutto a mazzate (come se in quel modo Bren avesse mai risolto qualcosa...)
Stavolta tutti i personaggi sono un passo più vicini.
Più simili a noi.
E dopo questa storia, vedrete, si avvicineranno tutti un po’ di più.


-tommy

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