Evo


La vita di Fiore sembrava aver preso una piega decente, dopotutto... i muri non scomparivano più, la realtà non si sbriciolava come un cracker, non aveva più rivisto il Fiume. Già, era quello il problema; fin dalla sua prima adolescenza Fiore si era ritrovata spesso e volentieri catapultata in un mondo dove un gigantesco corso fluviale compariva all’improvviso devastando tutto... ovvio che era solo lei a vederlo. Fiore chiamava quei momenti con un nome preciso: Squarci... ma da quando Rasoio era comparso sul confine di quella disperazione, la vita di Fiore sembrava ritornata nei cardini... sembrava.... perché poi incontri una vecchia mezza matta che quel Fiume lo vede come te, perché poi un pomeriggio, per un istante, il tuo ragazzo, si deforma controluce in una specie di incubo freddo e spinato... perché in un giorno qualunque, dentro un liceo occupato qualunque, ti ritrovi a confessare al tuo amico d’infanzia, quello che ti ha sempre amata in silenzio, tutta la verità... e ti chiedi, ti chiedi se esistono davvero gli uomini di cui ti ha parlato la vecchia matta... il Popolo del Torrione. 

Se esistono e se non stiano venendo a prenderti. 










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